E’ nato a Milano lo scorso 26 ottobre il primo bambino concepito in Italia da un ovocita congelato con la tecnica di ‘vitrificazione’, dichiarata non più sperimentale, in paziente oncologica. Da poco, infatti, la vitrificazione è stata riconosciuta dalle società scientifiche internazionali come tecnica standard proprio per questa indicazione.
“Madre e figlio stanno bene” ha dichiarato il Dott. Filippo Maria Ubaldi, Responsabile Clinico dei Centri Genera strutture di medicina della riproduzione, la cui sede di Roma presso la Clinica Valle Giulia ha assistito la donna durante l’intera procedura. Nel 2008, dopo esserle stato diagnosticato un carcinoma ovarico border line, la mamma decise di sottoporsi al prelievo e alla crioconservazione degli ovociti per preservare la propria fertilità messa a rischio dalle terapie che avrebbe dovuto sostenere. Il laboratorio GENERA, diretto dalla Dott.ssa Laura Rienzi, è uno dei primi al mondo ad applicare la tecnica di vitrificazione degli ovociti. Nel 2013, la donna dopo aver superato la malattia, è tornata per essere sottoposta a trasferimento di un embrione ottenuto dalla fecondazione degli ovociti criopreservati 5 anni prima. La procedura ha portato con successo all’instaurarsi di una gravidanza conclusasi con il parto.
E’ un giorno di grande felicità per il nostro staff ma anche una data storica per la medicina della riproduzione italiana che conferma il suo primato europeo nella crioconservazione ovocitaria”, dichiara la Dott.ssa Laura Rienzi.
Ai progressi di questo approccio sarà dedicato un Convegno Scientifico, organizzato dal centro GENERA di medicina della riproduzione della Clinica Valle Giulia, che si terrà a Roma il 29 novembre 2013 presso il Macro Museo d’arte contemporanea dal titolo: “Preservazione della fertilità femminile. Aspetti socio-economici, oncologici, ginecologici e giuridici del congelamento ovocitario”(http://www.preservazionedellafertilitafemminile.it/home.html)
La ‘vitrificazione’ è il più avanzato processo di congelamento degli ovociti che si effettua dopo una stimolazione ormonale per la induzione della crescita follicolare multipla e dopo prelievo degli ovociti per le donne che desiderano preservare la propria fertilità futura. E’ scelta da donne giovani che ricevono una diagnosi di tumore e che decidono di conservare gli ovociti che potrebbero essere distrutti dalle più comuni terapie oncologiche, ma anche nel caso di patologie ginecologiche come l’endometriosi severa, interventi chirurgici invasivi alle ovaie, storia familiare di esaurimento ovarico precoce, oppure anche da donne che decidono, per vari motivi, di posticipare la gravidanza.
Viene stimato che ad oltre 700.000 donne viene diagnosticato, ogni anno nel mondo, una patologia oncologica. Tra queste, circa il 9% si trova in età potenzialmente fertile e la loro possibilità di sconfiggere la patologia è sempre più elevata. Bisogna necessariamente porre maggiore attenzione sulla qualità di vita futura di queste pazienti ed in particolare sulla preservazione della loro fertilità. Dopo più di trenta anni dalla prima nascita e solo dopo l’introduzione della tecnica di vitrificazione, il congelamento ovocitario viene oggi considerato come approccio elettivo per queste pazienti.
Crediamo che questo caso positivo, rappresenti una nuova speranza per tante donne che devono affrontare un trattamento che metterebbe a rischio la loro fertilità.