Embrioni  modificati non destinati alla riproduzione, per capire le cause degli aborti spontanei

Ancora una volta la scienza scende in campo in aiuto della fertilità femminile per studiare le prime fasi dello sviluppo embrionale e capire le cause degli aborti spontanei. L’Autorità per la fertilità e l’embriologia (Hfea) ha, infatti, autorizzato gli scienziati della Gran Bretagna a modificare geneticamente gli embrioni umani non destinati alla riproduzione. Ovviamente resta il divieto che tali embrioni vengano impiantati allo scopo di ottenere una gravidanza. Questo esperimento, che sarà condotto dalla ricercatrice Kathy Niakan del Francis Crick Institute di Londra e dovrebbe iniziare la prossima estate, potrebbe portare, come sostenuto dalla stessa ricercatrice, “a miglioramenti nella fecondazione assistita, oltre che ad ottenere informazioni preziose sui primissimi stadi dello sviluppo”.