Oggi, 16 settembre 2014, anche la Giunta regionale del Lazio ha recepito le linee guida, approvate all’unanimità dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni dodici giorni fa, per l’attivazione della fecondazione eterologa in 21 Centri operativi, in attesa di un’eventuale legge. Ad annunciarlo il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti che afferma: “chiudiamo cosi una fase di assoluta incertezza, e vero e proprio caos, durata anni, restituendo un sistema di centri in grado di dare alle donne e alle famiglie assistenza di qualità in totale sicurezza. Il Lazio torna ad essere, anche in questo campo, una regione all’avanguardia, più civile e più umana”. Le linee guida recepite oggi dalla Regione Lazio, ricalcano sia i principi cardine del Decreto legge che era stato predisposto dal ministro Lorenzin, sia la delibera adottata a luglio dalla Regione Toscana, la prima a darsi uno strumento per andare avanti. (v. anche Eterologa: approvate linee guida uguali per tutte le Regioni) ”Nel provvedimento che abbiamo adottato – spiega, sempre il presidente Zingaretti – non è volutamente indicato il livello di compartecipazione a carico dei cittadini perché in queste ore ne sta discutendo a Roma presso la sede della Regione Veneto il gruppo tecnico interregionale con l”obiettivo di arrivare a definire una proposta unica valida in tutte le regioni ed evitare il caos tariffario che si sta verificando. Mi è parso più saggio attendere che alimentare confusione”.
Per quanto riguarda, invece, i cicli di eterologa e omologa, nella delibera è specificato che per essere a carico del servizio sanitario regionale, l”età massima della donna deve essere di 43 anni mentre i cicli che possono essere effettuati nelle strutture pubbliche sono tre. Ci vorrà un po’ di tempo, ma entro la fine dell’anno, la rete dei centri di Procreazione medicalmente assistita del Lazio, sia pubblici che privati, lavorerà dentro un contesto di regole trasparenti e sicure, uguali per tutti. Le procedure per la verifica dei requisiti necessari all’accreditamento sono, infatti, ormai in dirittura di arrivo.

 

REGIONI CHE FINO AD ORA HANNA RECEPITO LE LINEE GUIDA 
Dopo il 4 settembre, quando all’unanimità i Governatori delle Regioni hanno approvato le Linee guida sulla fecondazione eterologa, le singole Giunte sono immediatamente partite con delibere e provvedimenti ad hoc. La prima in assoluta era stata a luglio la Toscana approvando il testo che ha tagliato corto sugli indugi di governo e ministero, tutt’ora alla ricerca di una via parlamentare. Su quella traccia, con la benedizione della Conferenza del 4 settembre scorso, ora si muovono i singoli governatori: dalla Liguria seguita dall’Emilia Romagna, Marche, Umbria e Lombardia. Il Veneto partirà il 1 ottobre. Ad annunciarlo è lo stesso Presidente della regione Luca Zaia che però, precisa: “partiremo il primo ottobre, dopo aver concordato con le altre Regioni il costo del ticket, che vorremmo essere assolutamente popolare e che naturalmente deve essere uguale in tutta Italia. Partiremo a prescindere dalle scelte che saranno fatte dalla politica romana. Se ritengono di dover fare una legge, la facciano e la approvino”.