Il Decreto legge annunciato dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, non ha avuto il via libera da parte del Consiglio dei ministri dell’8 agosto. All’unanimità, infatti, il CDM ha chiesto al Parlamento di varare una legge per regolamentare l’introduzione della fecondazione eterologa in Italia, dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ne ha cancellato il divieto previsto dalla legge 40. Nel frattempo la tecnica resterà vietata. A spiegare il motivo di una simile decisione è lo stesso ministro Lorenzin che in una lettera inviata ai gruppi parlamentari, scrive che nella riunione del Consiglio dei ministri “è stata esaminata la mia proposta di intervento legislativo urgente per dare attuazione alla sentenza della Corte. Dopo un’approfondita discussione, il CDM ha condiviso, all’unanimità, la necessità di intervenire in via legislativa, nonchè, tenuto conto degli evidenti profili etici che attingono la materia, di rimettere ad un’iniziativa legislativa parlamentare la disciplina dell’eterologa nel nostro ordinamento”. Il ministro ha però anche sottolineato la necessità che i tempi siano brevi: ”Si è deciso di richiedere a tutti i gruppi parlamentari – afferma nella lettera – di assumere iniziative dirette ad una tempestiva attuazione della sentenza della Consulta”. Il ministro Lorenzin nella lettera ha anche inviato la bozza del Decreto legge ribadendo i ”principali cardini”: istituzione di un Registro nazionale per la tracciabilità donatore-nato; gratuità e volontarietà della donazione; principio di anonimato del donatore; introduzione di un limite massimo alle nascite di un medesimo donatore; limite minimo e massimo di età per i donatori; introduzione immediata dell’eterologa nei Livelli essenziali di assistenza.
Immediate le reazioni da parte di vari giuristi che contestano il rinvio al Parlamento: secondo l’avvocato e segretario dell’Associazione Luca Coscioni, Filomena Gallo, infatti, ”l’eterologa in Italia è una tecnica che è già legale e si può dunque applicare subito – afferma – lo dicono i giudici della Corte Costituzionale. Nessun Parlamento o ministro può affermare che l’eterologa è vietata fino a quando non ci sarà una legge. I giudici hanno chiarito che non c’è vuoto normativo ed i Centri potranno iniziare ad applicare dunque l’eterologa”.
”Prendiamo atto della lettera del ministro Lorenzin, ma anche del fatto che si persiste nel vizio di origine, ossia quello di non ascoltare quanto ha stabilito la Corte: sull’eterologa non serve alcun intervento legislativoè, invece, il commento dell’Avvocato Gianni Baldini docente di Biodiritto a Firenze, secondo firmatario dopo Stefano Rodotà del Manifesto dei giuristi sull’eterologa promosso nei giorni scorsi e che ha raccolto oltre 600 adesioni. (v. anche: Eterologa: linee guida pronte e presentate dagli Esperti al Governo. Le società scientifiche si oppongono al Decreto legge proposto dal Ministro Lorenzin)