Il divieto per le coppie sterili di ricorrere all’eterologa è privo di adeguato fondamento costituzionale e “la scelta di tali coppie di diventare genitori e di formare una famiglia che abbia dei figli” è “espressione della fondamentale e generale libertà di autodeterminarsi”. Infatti “la determinazione di avere o meno un figlio, anche per la coppia assolutamente sterile” riguarda “la sfera più intima ed intangibile della persona umana” e quindi “non può che essere incoercibile”. Inoltre, quel divieto ha creato “un ingiustificato, diverso trattamento delle coppie affette dalla più grave patologia, in base alla capacità economica”, perché chi poteva permetterselo è andato all’estero per effettuare l’eterologa, mentre chi non aveva i mezzi ha dovuto rinunciare.

E’ quanto stabilito dalla sentenza 162/2014 della Corte costituzionale, le cui motivazioni, che spiegano il perché della decisione presa dai giudici lo scorso 9 aprile di dichiarare costituzionalmente illegittimo il divieto di fecondazione eterologa imposto dall’articolo 4 comma 3 della legge 40/2004, sono state depositate ieri sera.

Sul piano della regolamentazione scientifica la Corte richiama la normativa comunitaria recepita, mentre in relazione al numero di donazioni per ogni donatore, i giudici della corte scrivono che “è, poi, possibile un aggiornamento delle Linee guida, eventualmente anche alla luce delle discipline stabilite in altri Paesi europei (quali, ad esempio, la Francia e il Regno Unito), ma tenendo conto dell’esigenza di consentirle entro un limite ragionevolmente ridotto”. Ribadiscono, inoltre, l’autonomia e responsabilità del medico in materia terapeutica che “con il consenso del paziente opera le necessarie scelte professionali”. Infine, i giudici della legge ricordano anche di aver sempre affermato “sin dalla sentenza 59 del 1958 che il proprio potere di dichiarare l’illegittimità costituzionale delle leggi non può trovare ostacolo nella carenza legislativa che, in ordine a dati rapporti possa derivarne; mentre spetta alla saggezza del legislatore di eliminarla nel modo più sollecito ed opportuno” e di aver ribadito che “posta di fronte a un vulnus costituzionale, non sanabile in via interpretativa – tanto più se attinente a diritti fondamentali – la Corte è tenuta comunque a porvi rimedio”.

Ora, quindi, manca solo la pubblicazione del testo in Gazzetta Ufficiale, prevista a giorni, e anche in Italia si potrà ricorrere all’eterologa.

Oggi alle ore 11.30 nella sala Nassirya del Senato, si terrà la conferenza stampa sulla sentenza della Corte, con i giuristi e la presentazione della nuova campagna sulla fecondazione assistita dell’Associazione Luca Coscioni e delle altre associazioni  che ha come testimonial la giornalista Ilaria D’Amico.