La Società Italiana di Embriologia Riproduzione e Ricerca (SIERR) accoglie la sentenza della Consulta, che dichiara incostituzionale il divieto di fecondazione eterologa come una vittoria sia per le coppie sterili che per la comunità scientifica che opera in Italia nell’ambito della procreazione assistita (PA). Finalmente le coppie sterili non dovranno più ricorrere al ” turismo riproduttivo” creato ed alimentato in questi dieci anni di divieto. Nel nostro paese le tecniche di inseminazione eterologa potranno essere effettuate con competenza garantendo alle coppie la massima tutela e la certezza di effettuare le procedure in centri adeguati. La legge 40/2004 e relative linee guida hanno già stabilito i requisiti necessari per l’esecuzione delle tecniche di procreazione assistita ed inoltre l’Italia ha recepito nel 2007, con decreto legislativo N°191, la normativa europea 2004/23/CE che definisce le norme di qualità e di sicurezza per la donazione, l’approvvigionamento, il controllo, la lavorazione, la conservazione, lo stoccaggio e la distribuzione di tessuti e cellule umane. I centri di PA sono stati equiparati agli Istituti dei tessuti e i requisiti minimi richiesti dalla normativa sono stati proporzionati all’importanza e alla complessità delle tecnologie effettuate. Questo ha comportato un avanzamento tecnologico dei centri di PA, con l’implementazione di procedure validate per il controllo della processazione e per la tracciabilità delle cellule, sia per le cellule all’interno della coppia (inseminazione omologa) sia per le cellule donate da una persona esterna alla coppia (inseminazione eterologa). I centri italiani sono quindi già pronti ad effettuare le tecniche di inseminazione eterologa, almeno da un punto di vista laboratoristico. Un altro aspetto importante del decreto 191 è la possibilità di affidare a parti terze (Art 24) anch’esse autorizzate, alcuni processi quali per esempio la movimentazione delle cellule tra Istituto ed Istituto, creando un collegamento virtuale tra centri a livello nazionale ma anche europeo. Non è quindi difficile immaginare che le coppie si possano domani rivolgere ad una banca estera certificata di gameti (come le banche del seme) e richiedere il trasporto delle cellule presso un centro italiano, pratica già attuata in tanti paesi europei. Gli incredibili avanzamenti nelle tecniche di crioconservazione ovocitaria, ottenuti anche per merito degli embriologi italiani ritenuti leaders in questo campo, hanno favorito l’impiego di questo strumento clinico nella PA permettendo inoltre la costituzione di banche di ovociti. Questa possibilità porterà ad una agevolazione procedurale ed una riduzione dei costi della ovodonazione. Alla luce di queste evidenze crediamo che l’uso dei gameti eterologhi sia attuabile in Italia in tempi brevissimi.

IL PRESIDENTE
Laura Rienzi