Sono passati 10 anni dall’entrata in vigore della legge 40/2004 sulla Procreazione medicalmente assistita, o meglio di quello che resta di una legge contestata fin dall’inizio e che negli anni è finita sotto processo ben 28 volte: il suo testo è stato persino modificato dalla Corte costituzionale nel 2009, mentre i vari interventi dei giudici nazionali e non, come quelli della Corte europea dei Diritti dell’uomo, ne hanno ridefinito la corretta interpretazione. Nel decennio, infatti, i ricorsi di tante coppie hanno messo in luce le lacune delle norme sulla PMA. E così alcune sentenze ne hanno demolito l’impianto, perché in contraddizione con la reale possibilità di procreare e in contrasto con diritti costituzionali (Per maggiori info su luci e ombre della legge 40 commento del Dr Ubaldi).
I primi divieti sono stati abbattuti, circa cinque anni fa, dalla Corte costituzionale (sentenza 151/2009) che ha rimosso il divieto di produzioni di più di tre embrioni e l’obbligo di contemporaneo impianto di tutti gli embrioni prodotti.
Altri tre divieti, più precisamente: il divieto di fecondazione eterologa (cioè la possibilità per una coppia di usare ovociti o liquido seminale di estranei), quello di utilizzo degli embrioni per la ricerca scientifica e quello di accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita con indagine pre-impianto per le coppie fertili portatrici di malattie geneticamente trasmissibili, sono stati rimessi davanti alla Corte costituzionale che l’8 aprile prossimo, si pronuncerà sui primi due (per infoDivieto di fecondazione eterologa: il prossimo 8 aprile la pronuncia della Corte costituzionale), mentre il terzo è in attesa di udienza. In realtà per quest’ultimo, il Tribunale di Roma lo scorso settembre (per maggiori Info Tribunale di Roma: Sì alla diagnosi pre-impianto anche alle coppie fertili. Applicati i principi enunciati dalla la Corte di Strasburgo lo scorso 11 febbraio) dispose l’immediata applicazione dei principi enunciati dalla sentenza della Corte Europea dei diritti dell’Uomo che aveva condannato l’Italia per violazione dell’articolo 8 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU) e dopo circa quattro mesi (il 14 gennaio scorso) con un’ordinanza ha sollevato il dubbio di costituzionalità davanti alla Consulta (per maggiori InfoDivieto per le coppie fertili di accedere alla PMA con indagine pre-impianto: la legge 40 torna davanti alla Corte costituzionale).
Insomma, una legge che oggi compie 10 anni ma che è quasi del tutto smantellata. Resta in vigore il divieto di accesso alla fecondazione assistita per single e coppie dello stesso sesso.

Confronto/dibattito sui 10 anni dall’uscita in gazzetta ufficiale della legge 40/2004: Roma LUNEDÌ 24 FEBBRAIO HOTEL NAZIONALE, SALA CAPRANICHETTA DALLE ORE 10.30 ALLE 17.15

Per i 10 anni dall’entrata in vigore della legge 40/2004, la Società Italiana di Fertilità e Sterilità Sifes ha organizzato un confronto/dibattito fra i principali esponenti scientifici italiani del mondo della procreazione assistita. Interverranno anche le associazioni di pazienti che nel corso di questi 10 anni hanno dato vita a iniziative e battaglie legali contro alcune delle restrizioni inizialmente sancite dalla norma.
L’incontro si terrà a Roma, presso l’Hotel Nazionale, in Piazza Montecitorio, nella Sala Capranichetta, lunedì 24 febbraio, anniversario dell’uscita in Gazzetta Ufficiale della legge, dalle ore 10.30 alle 17.15.
Parteciperà anche il Dr. Ubaldi in un confronto con la Professoressa Assunta Morresi sui “Punti di vista sul passato e il presente della Legge 40” che verrà condotto dalla giornalista Monica Peruzzi di Sky Tg24