Anche le coppie con problemi di sterilità potranno accedere, in Italia, alle tecniche di fecondazione eterologa, ossia potranno ricorrere a un donatore esterno di ovuli o spermatozoi.
Oggi, infatti, la Consulta ha dichiarato incostituzionale il divieto di fecondazione eterologa previsto dall’articolo 4 comma 3 della legge 40/2004. I giudici delle leggi oltre al divieto assoluto di fecondazione attraverso donatori esterni, hanno bocciato anche gli articoli 9 commi 1 e 3, e 12 comma 1, che prevedevano sanzioni per i medici che avessero praticato tale tecnica. Dopo l’udienza pubblica che si è tenuta ieri, durata circa un’ora e mezza, i giudici della Consulta, si erano riuniti in Camera di consiglio dal primo pomeriggio fino alle 18.40 di ieri sera, senza giungere a una decisione su questo tema, arrivata, invece, questa mattina. La Corte costituzionale ha accolto, infatti, i ricorsi presentati dai tribunali di Milano, Firenze e Catania che circa un anno fa avevano sollevato la questione di legittimità costituzionale in merito al divieto di fecondazione eterologa previsto dall’articolo 4 comma 3 della legge 40/2004 perché in contrasto con alcuni principi della nostra Costituzione tra cui quello di eguaglianza tra coppie, il diritto a farsi una famiglia e il diritto alla salute. Avevano così rinviato la decisione per la seconda volta alla Corte costituzionale che, già un anno prima, era stata investita dello stesso dubbio ma aveva restituito gli atti ai tre Tribunali invitandoli a riesaminare la questione alla luce della sopravvenuta sentenza della Grande Chambre della Corte europea dei diritti dell’uomo che, decidendo sul caso di una coppia austriaca, aveva di fatto legittimato il divieto.