Su AffariItaliani.it del 10 febbraio 2018 “Ovociti umani cresciuti in laboratorio, una speranza per le malate di cancro”: intervista alla Dr.ssa Laura Rienzi

primi ovociti umani sono stati coltivati per la prima volta in laboratorio fino a completare l’intero processo di maturazione. Immersi in un cocktail di sostanze delle quali, dopo anni di ricerca, si è trovata la dose ideale, si sono ottenuti ovuli maturi e in grado di reagire alla fecondazione. Pubblicata sulla rivista Molecular Human Reproduction, la ricerca –  coordinata da Evelyn Telfer della Scuola di Scienze Biologiche dell’Università di Edimburgo – è stata condotta in collaborazione con il Royal Infirmary e l’ospedale pediatrico, entrambi di Edimburgo, e con il Centro per la Riproduzione Umana di New York. A spiegare all’AdnKronos l’importanza di tale ricerca – pubblicata da un gruppo di scienziati molto credibili, su una rivista di rilievo – è la Dr.ssa Laura Rienzi che però sottolinea anche che questo non vuol dire però “che domani avremo a disposizione una tecnica per creare ovociti. Essa andrà affinata, ma al team scozzese va il grande merito di aver fornito la ‘proof of concept’ che anche i follicoli umani possono essere supportati in vitro. Questo significa che tutte le giovani donne e potenzialmente anche le bambine che devono subire trattamenti chemioterapici potrebbero mettere da parte tessuto ovarico per diventare mamme dopo le cure, in maniera più sicura”.

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