Rischi per donna e nascituro legati alla PMA

POSSIBILI RISCHI PER LA DONNA

In caso di trattamento di Fecondazione assistita con ovociti omologhi, l’uso dei farmaci per la stimolazione ovarica espone la donna al rischio di insorgenza della sindrome di iperstimolazione ovarica severa (OHSS) con una incidenza variabile tra lo 0,5% al 5% (Delvigne et al., 2002)

La condizione di iperestrogenismo indotta dalla stimolazione ovarica ormonale può, in pazienti geneticamente predisposte per trombofilia, aumentare il rischio di patologia trombotica.

Se il prelievo degli ovociti viene eseguito in anestesia, esistono dei  rischi generici della procedura anestesiologica adottata, mentre le complicanze derivanti dal prelievo eco-guidato di ovociti sono limitate e comprendono infezioni pelviche (0,6%), complicanze di tipo emorragico sanguinamento addominale (0,07%), perforazione dei vasi iliaci (0.04%), rottura di corpo luteo e torsione ovarica (incidenza di 0,008%).

In caso di trattamento di Fecondazione assistita di tipo omologo e eterologo, non è esclusa la possibilità di complicanze infettive derivanti dal trasferimento intrauterino degli embrioni.

Il trasferimento in utero di più di un embrione espone al rischio di gravidanza multipla (gemellare o trigemina), con un aumentato rischio di patologie durante la gravidanza; nonostante il gruppo Genera adotti politiche di trasferimento di singolo embrione, volte a minimizzare i rischi per la salute della donna e del bambino (Grady et al., 2012), non si può escludere totalmente il rischio che si instauri una gravidanza gemellare (circa  nel 4% dei casi; Kawachiya et al, 2011) e molto raramente plurima.

Il rischio che si instauri una gravidanza extrauterina è del  2.1% (Sowter and  Farquhar,  2004), mentre l’incidenza di aborto spontaneo è sovrapponibile a quella esistente in caso di concepimento naturale.

Dati recenti in letteratura hanno inoltre riportato un lieve incremento di rischio di patologie in gravidanza (pre-eclampsia ed eclampsia), soprattutto nelle donne con età superiore ai 40 anni (Pandey et al., 2012,Jeve et al, 2016).

POSSIBILI RISCHI PER IL/I NASCITURO/I

 

La valutazione del rischio di anomalie, malformazioni, patologie neonatali è principalmente legata a fattori come l’età materna avanzata al momento del concepimento e alla possibile presenza di fattori genetici collegati all’infertilità. Secondo i dati di letteratura più recenti, il rischio di malformazioni è lievemente aumentato nei bambini nati da Fecondazione assistita rispetto ai nati della popolazione normale (Chen et al., 2018).

In un’ampia valutazione effettuata sui dati più recenti della letteratura emerge, tuttavia, l’importanza del background familiare (più che della tecnica in sé) sull’aumento del rischio di malformazioni congenite in bambini nati da tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (Pinborg et al. 2013).

 

 

La maggior parte della letteratura è concorde nel ritenere che non vi siano differenze statisticamente significative fra la percentuale di malformazioni in bambini nati su ciclo fresco o su congelato (Pinborg et al., 2013,  Maheshwari et al., 2016, Zhao et al. 2016).

Infine i dati relativi allo sviluppo cognitivo e psicomotorio sono concordi nel rilevare l’assenza di differenze fra i concepiti spontaneamente o a seguito di FIVET/ ICSI (Sanchez-Albisua et al.,  2011). Non vi sono dati allo stato attuale che consentano di escludere completamente implicazioni a lungo termine sulla salute dei bambini nati con la fecondazione in vitro classica (e con la tecnica ICSI).

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