La diagnosi genetica preimpianto, è un esame non invasivo per la donna che si sottopone a una fecondazione assistita e sicura per l’embrione, che serve a escludere dal trasferimento l’embrione di cui sia stata accertata l’anomalia grave. Inoltre, grazie a questa tecnica, si può trasferire un singolo embrione anche in pazienti di età avanzata, abbattendo, così, il rischio di gemellarità e di plurigemellarità da sempre importante complicanza della PMA.

Lo hanno evidenziato sempre al convegno “The new era of PGS application in art”, il Dr Filippo Maria Ubaldi e la Dr Laura Rienzi presentando uno studio del gruppo GENERA dove si passa dal 21% al 7%.

 

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