Riportiamo l’articolo uscito su “ANSA-FOCUS/Fecondazione, molti centri pronti, “meno” i pubblici. Sono 20 in tutta Italia: otto al centro, sei al sud e al nord” con il parere del Dr. Filippo Maria Ubaldi

(ANSA) – ROMA, 15 MAG – L’Italia è pronta ad accogliere le coppie fertili che necessitano di diagnosi genetica preimpianto.

A sottolinearlo, dopo la decisione della Consulta che ha bocciato il divieto di accesso alla procreazione assistita per queste coppie, è Elisabetta Coccia, presidente di Cecos Italia, l’associazione che raggruppa i centri di procreazione assistita, quelli privati e convenzionati. ”I privati – sottolinea – sono già pronti ad effettuare la diagnosi preimpianto alle coppie fertili portatrici di malattie genetiche, che lo richiederanno”.
Meno lo sono invece i Centri pubblici, che al momento, “non effettuano tale esame”.
Sono 20 i centri in Italia che hanno dichiarato di aver attivato un servizio di diagnosi preimpianto. Seppure tali centri siano equamente distribuiti lungo lo stivale (6 al nord, 8 al centro e 6 tra sud e isole), nella maggior parte delle regioni in cui tale servizio è accessibile, si effettua un numero di trattamenti di PGD (diagnosi genetica preimpianto) per centro spesso inferiore a 50 cicli annui, eccezion fatta per Sardegna (centro pubblico), Campania, Veneto e Toscana. In queste regioni il numero è compreso tra 50 e 100, ma in Emilia-Romagna e nel Lazio, in cui si concentrano i poli principali, si arriva a circa 300 e circa 1000 cicli di diagnosi preimpianto annui. In Lombardia, di gran lunga la regione in cui si effettuano più trattamenti di Pma (procreazione medicalmente assistita), sono diversi i centri che si stanno attrezzando per fornire la possibilità di ricorrere alla Pgd a partire dal 2015. “Risulta quindi chiaro – spiega Filippo Maria Ubaldi, Direttore Clinico dei Centri di Medicina della Riproduzione – che i centri italiani sono in grado di offrire il servizio di diagnosi preimpianto alle coppie a rischio che ne faranno richiesta, a prescindere dalla loro condizione di fertilità“. Intanto il ministero della Salute rende noto di attendere il deposito delle motivazioni della sentenza ”per poterle dare piena attuazione, eventualmente integrando il testo delle nuove linee guida della legge 40 approvate qualche giorno fa dal Consiglio Superiore di Sanità, e che contengono gli aggiornamenti relativi alla fecondazione eterologa. Prosegue invece l’iter di recepimento delle direttive europee collegate all’eterologa, insieme alla messa a regime del Registro Nazionale dei donatori di gameti”.