Ancora una volta la Corte di Strasburgo è stata chiamata a risolvere una questione legata alla legge 40/2004 sulla Procreazione medicalmente assistita. Il 18 giugno prossimo, infatti, la Grande Camera della Corte Europea dei diritti dell’Uomo, ha fissato un’udienza pubblica per il ricorso di una donna che ha perso il compagno e che chiede di donare i propri embrioni crioconservati da oltre 10 anni alla ricerca.
A comunicarlo è l’Avv. Filomena Gallo, segretario di una delle associazioni che si sono costituite nel procedimento, che ha spiegato come la Corte di Strasburgo “potrebbe condannare l’Italia per violazione della Carta Europea dei diritti dell’uomo come già avvenuto per l’accesso alle tecniche di fecondazione (sentenza del 28 agosto 2012 – Causa Costa e Pavan c. Italia)”.