Oggi, 4 settembre, i Governatori delle Regioni, riuniti questa mattina in conferenza, hanno approvato all’unanimità le Linee guida sulla fecondazione eterologa varate ieri da tecnici e assessori regionali alla salute. Lo scopo è, infatti, quello di aver individuato indicazioni unitarie che possano regolamentare la materia in attesa di un’eventuale legge di cui il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin continua a sostenere la necessità come “unica risposta adeguata a recepire le direttive Ue e per poter effettuare in sicurezza una pratica che riguarda bambini che nasceranno e che devono avere una sicurezza pari agli altri”. Però il ministro Lorenzin ha anche tenuto a precisare che “le Regioni fanno bene a lavorare insieme, in modo che non ci siano disparità fra una e l’altra”. (v. anche Ministro Lorenzin: a settembre nuovo tavolo sull’eterologa, se possibile anche con la Corte costituzionale

Eterologa: no al Decreto legge Lorenzin, dovrà intervenire il Parlamento con una Legge
Eterologa: linee guida pronte e presentate dagli Esperti al Governo. Le società scientifiche si oppongono al Decreto legge proposto dal Ministro Lorenzin)

Le linee guida approvate oggi, verranno recepite da ogni Regione e ricalcano sia i principi cardine del Decreto legge che era stato predisposto dal ministro Lorenzin, sia la delibera adottata a luglio dalla Regione Toscana, la prima a darsi uno strumento per andare avanti, e dove proprio oggi 4 settembre, all’ospedale “Careggi” di Firenze sono partite le prime visite per le coppie che hanno chiesto l’eterologa.
Trova dunque attuazione la sentenza della Corte costituzionale 162/2014 che ad aprile aveva dichiarato illegittimo il divieto di eterologa imposto dalla legge 40/2004.
Tra le novità: la donazione sarà un “atto volontario, altruista, gratuito, interessato solo al bene della salute”; età della donna ricevente non superiore a 50 anni, mentre per i donatori un’età compresa tra i 18 e i 40 per gli uomini, 20–35 per le donne; rispetto della somiglianza tra genitori e figli, “il centro deve ragionevolmente garantire nei limiti del possibile la compatibilità delle principali caratteristiche fenotipiche del donatore con quelle della coppia ricevente (colore della pelle, occhi e capelli, gruppo sanguigno)”; dieci il numero massimo di figli da ciascun donatore; istituiti registri regionali in attesa di quello centrale; anonimato del donatore i cui “dati critici potranno essere conosciuti dal personale sanitario solo in casi straordinari”. Infine nel testo approvato oggi, è stato esaminato anche il diritto del bambino a poter risalire alle sue origini, usando come modello la legge sulle adozioni; quindi se i donatori accettano di rivelare la loro identità, i nati con eterologa, compiuti i 25 anni, potranno conoscerla.