Preoccupazione e stupore nel mondo delle Società medico-scientifiche italiane per l’intenzione, espressa dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, di “regolamentare, anche da un punto di vista tecnico, la metodica di procreazione medicalmente assistita eterologa attraverso il ricorso alla decretazione d’urgenza. Come Società scientifiche, riteniamo che la metodica di PMA eterologa debba essere realizzata in condizioni di massima sicurezza, a tutela della salute dei cittadini e della efficienza ed efficacia de i trattamenti sanitari eseguiti nei Centri Medici pubblici, convenzionati e privati”. E’ quanto dichiarato, in una lettera aperta, dai presidenti di SIGO, AOGOI, AGUI, SIFES e MR, CECOS, ESHRE, SIOS, SIAMS, SIERR (Dr. Laura Rienzi), SIFR, SISMER, insieme a Mauro Costa, Francesco Fusi, Paolo Emanuele Levi Setti, Guido Ragni e Filippo Maria Ubaldi, componenti del Tavolo tecnico istituito dal ministero della Salute.
Non serve dunque un Decreto legge. Sono già pronte e consegnate al ministro Lorenzin, le Linee guida messe a punto dal pool di esperti “per aggiornare la Procreazione assistita e regolare l’eterologa senza necessità di un decreto legge”. A renderlo noto sono sempre le Società scientifiche, secondo le quali “non esiste vuoto normativo” a seguito della sentenza della Corte costituzionale 162/2014 (che ha bocciato il divieto di fecondazione eterologa previsto in Italia dalla legge 40/2004) e, quindi, “un improprio appesantimento dell’iter applicativo della sentenza sortirebbe il solo aspetto pratico di impedire ai cittadini italiani di poter usufruire nel nostro paese dell’accesso alle pratiche di donazione di gameti. Questo – proseguono gli esperti – ci pare ancora più ingiusto ed inspiegabile perché, in tal modo, si determinerebbe una condizione che renderebbe più difficile il contrasto alla crescente denatalità in Italia che invece costituisce un obiettivo dichiarato dallo stesso ministro Lorenzin; si perpetuerebbe, con un enorme danno economico e sociale, il cosiddetto ‘turismo procreativo’ che porta fuori dal nostro paese almeno 15 milioni di euro ogni anno per spese sanitarie ed almeno altri 2 milioni e mezzo per spese di trasporti e soggiorni all’estero. In tal modo, inoltre, il nostro sistema sanitario si troverebbe esposto alla necessità di dover rimborsare ai cittadini le prestazioni delle quali hanno beneficiato all’estero, sulla base delle recenti norme della medicina trans-frontaliera con ulteriore danno economico”.
Una posizione condivisa anche dalle associazioni dei pazienti che, nel loro Manifesto, “diffidano il ministro dall’introdurre modifiche alla Legge 40/2004, nonché regolare i profili tecnici dell’eterologa attraverso un Decreto legge”. Sale, inoltre, ad oltre500 il numero dei sottoscrittori del Manifesto dei giuristi per il pieno rispetto della sentenza 162/2014 della Consulta, elaborato dall’Associazione Luca Coscioni. La richiesta dei giuristi è quella di rispettare il dispositivo costituzionale il quale, “non creando vuoto normativo, rende immediatamente applicabile la tecnica eterologa nei centri italiani, senza necessità di un decreto legge come deciso dal ministro Lorenzin, che di fatto determinerà nuove situazioni di discriminazione tra le coppie”. Anche esponenti del governo, deputati e senatori di tutte le forze politiche evidenziano come non sia accettabile fare ricorso allo strumento del Decreto legge su temi eticamente sensibili, i cui tempi potrebbero costringere ad approvare il provvedimento senza possibilità di adeguata discussione.
I presidenti delle società scientifiche e i componenti del Tavolo tecnico precisano, poi, che per definire “le questioni aperte dell’anonimato del donatore, dello screening dei donatori e del numero di gameti donabili è sufficiente aggiornare le Linee Guida, che sono lo strumento normativo per la disciplina tecnica della PMA individuato dalla Legge 40/2004 all’articolo 7.
Aggiornamento la cui esigenza, peraltro, si pone a prescindere dalla metodica eterologa, essendo scadute da ormai tre anni”.