Nella Relazione del Ministro della Salute al Parlamento sullo stato di attuazione della legge 40/2004 che regola la Procreazione Medicalmente Assistita e raccoglie i dati dell’attività dei centri nell’anno 2012, presentata il 30 giugno 2014, si evidenziano le modifiche apportate dalla decisione 151/2009 della Corte Costituzionale, che ha rimosso il divieto, previsto dalla legge 40, di produzioni di più di tre embrioni e l’obbligo di contemporaneo impianto di tutti gli embrioni prodotti. Dopo tale intervento, infatti, si è assistito ad un aumento di gravidanze e di nati e si è stabilizzata la diminuzione delle gravidanze plurime che erano determinate dall’obbligo di trasferimento in utero di tutti gli embrioni prodotti, obbligo, poi cancellato da tale sentenza. Si riscontra, quindi, “una modifica nell’applicazione delle procedure di PMA da parte degli operatori rispetto al periodo antecedente alla sentenza della Corte Costituzionale 151/2009”. Inoltre un altro dato che emerge dalla Relazione, è che l’età delle coppie che cercano un figlio è un pò più alta . Secondo l’Avvocato Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni, “questo dato non stupisce in un Paese dove è aumentata la disoccupazione e si giunge a fare famiglia sempre più tardi”.