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strutture

PERCORSO DELLA COPPIA

Prenotazione e accettazione


L'accesso ai servizi avviene attraverso la prenotazione della prestazione di persona o telefonicamente con un operatore dello sportello Accettazione.

La prestazione può essere prenotata:

  • dal paziente

  • dal medico di famiglia

  • dal medico curante specialista
Inoltre, durante la fase di prenotazione, verrà richiesta al paziente la presentazione della documentazione sanitaria pregressa, di modo ché possa essere consultata durante le attività diagnostiche.


Visita


Una volta fissato l’appuntamento nel giro di una – tre settimane la coppia effettua la prima visita ginecologica.

Durante la prima visita, dopo una accurata valutazione anamnestica, degli esami diagnostici effettuati in precedenza e di eventuali trattamenti pregressi di PMA, vengono prescritti, nel caso sia indicato, esami ematochimici e strumentali per completare l’iter diagnostico.

Viene inoltre effettuata una ecografia pelvica per valutare l’utero, gli annessi e la riserva ovarica della paziente.

Visione analisi


Quando la coppia ha effettuato gli esami richiesti torna a controllo e in quella sede si decide l’iter terapeutico che a seconda della indicazione, può essere rappresentato da:

  • rapporti mirati con modesta stimolazione ormonale

  • inseminazione intrauterina (tecnica di I livello)

  • fecondazione in-vitro (tecnica di II o III livello)
Viene quindi spiegata la procedura, gli eventuali rischi della tecnica, si risponde alle domande della coppia e viene consegnato il consenso informato firmato dal medico che ha fatto il colloquio e dal responsabile della struttura.

Quindi viene spiegato il protocollo terapeutico personalizzato e adeguato al trattamento.

Tutto questo viene registrato nella cartella clinica della coppia.


Diagramma



percorso-della-coppia


TECNICHE DI PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA (PMA)

IUI - Inseminazione intrauterina


L'inseminazione intrauterina (IUI) è la tecnica più semplice (I livello) di Procreazione Medicalmente Assistita.
Per questa tecnica il liquido seminale, opportunamente preparato in laboratorio, viene depositato nella cavità uterina.
Lo scopo della IUI è di incrementare la densità di gameti nel sito dove avviene in vivo la fecondazione.

Questa procedura richiede:

  • assunzione da parte della paziente di farmaci per la crescita follicolare multipla di durata variabile tra i 7 e 10 gg


  • monitoraggio ecografico e/o ormonale della crescita follicolare per definire i dosaggi farmacologici e il momento
    preciso della IUI


  • trasferimento in utero per via transvaginale degli spermatozoi trattati tramite un sottile catetere.




L’Inseminazione Intrauterina viene eseguita in regime ambulatoriale, è indolore e non richiede particolari accorgimenti successivi da parte della donna.

Questa tecnica può essere indicata in casi di:
  • infertilità idiopatica

  • lieve e moderato fattore maschile

  • endometriosi lieve e moderata

  • fattore psicologico

  • disfunzione erettile

  • eiaculazione retrograda

  • vaginismo

E’ comunque condizione necessaria la pervietà di una o entrambe le tube cioè l’assenza d’impedimenti strutturali a livello tubarico.

I risultati che si possono ottenere in termini di tasso di gravidanza variano tra il 5% e il 25% (3 cicli di trattamento) e dipendono da:
  • età della donna

  • numero di follicoli ottenuti dopo stimolazione ovarica

  • eziologia e durata della infertilità

  • qualità e numero di spermatozoi selezionati dopo preparazione (IMC inseminating motile count)



FIVET - Fertilizzazione in Vitro e trasferimento embrionale

Il termine FIVET (PMA di II livello), indica una tecnica di laboratorio che consente l’incontro, in vitro, tra i gameti femminili ottenuti mediante aspirazione trasvaginale del liquido follicolare e quelli maschili ottenuti in seguito alla preparazione del campione di liquido seminale. Gli embrioni ottenuti a seguito della fecondazione ovocitaria vengono trasferiti nella cavità uterina dopo 2 o 3 giorni dal prelievo dei gameti.

Le indicazioni principali per la FIVET sono:

  • patologia tubarica

  • fattore maschile di grado lieve o moderato

  • endometriosi

  • prematura riduzione della riserva ovarica

  • ripetuti fallimenti di inseminazioni intrauterine

  • fattore immunologico

  • infertilità idiopatica

La tecnica FIVET prevede numerose fasi, ognuna delle quali è di fondamentale importanza per la buona riuscita del trattamento.




  1. Stimolazione ovarica



  2. Prelievo ovocitario



  3. Raccolta e preparazione
    del liquido seminale



  4. Fertilizzazione in vitro degli ovociti



  5. Coltura e trasferimento embrionale


























1. Stimolazione ovarica

Il trattamento richiede l’utilizzazione di farmaci mirati ad ottenere una crescita follicolare multipla. A seconda del protocollo di stimolazione utilizzato la durata dell’intero ciclo di stimolazione ovarica varia da 10 a 20 giorni. I diversi protocolli vengono scelti in base alle caratteristiche della riserva ovarica, dell'età e della storia clinica della paziente. Nel protocollo agonista la paziente comincia dal 21° giorno del ciclo mestruale la somministrazione di un agonista del GnRH (GnRH-a) per bloccare transitoriamente la secrezione ipofisaria di FSH e LH, sincronizzare la crescita dei follicoli e impedire l’ovulazione spontanea. Il 3°-5° giorno del ciclo successivo la paziente inizia la vera stimolazione ovarica con gonadotropine. La crescita follicolare viene controllata mediante indagini ecografiche seriate per un totale di 3-5 volte e prelievi di sangue per i dosaggi ormonali. Questi controlli consentono di modulare su ogni singola paziente il dosaggio farmacologico in base alla risposta ottenuta. Nel protocollo antagonista la paziente inizia direttamente dal 2°-4° giorno del ciclo la stimolazione ovarica con gonadotropine e i monitoraggi ecografici-ormonali. Quando le dimensioni dei follicoli maggiori hanno raggiunto 14-15 mm, la paziente comincia un altro farmaco (antagonista del GnRH) per ridurre il rischio di ovulazione spontanea.





Una volta ottenuti 2 o più follicoli con un diametro superiore a 17-18mm si induce l’ovulazione attraverso la somministrazione di HCG (gonadotropina corionica umana) 34-36 ore prima del prelievo ovocitario ecoguidato. Questo ormone contribuisce alla maturazione finale degli ovociti contenuti nei follicoli e al loro distacco dalla parete follicolare. In casi selezionati il monitoraggio può avvenire seguendo la crescita dell’unico follicolo prodotto spontaneamente durante il ciclo naturale (o ciclo spontaneo) della paziente. La fecondazione assistita su ciclo spontaneo può essere una tecnica alternativa rivolta alle pazienti con una ridotta riserva ovarica che producono pochissimi follicoli con la stimolazione ormonale o che hanno affrontato diversi cicli di FIVET senza ottenere risultati. E' da sottolineare che in questi casi il trasferimento embrionario (di un solo embrione) si verifica nel 40-50% dei cicli iniziati.



2. Prelievo ovocitario

Avviene per via trans-vaginale sotto controllo ecografico in anestesia locale o neuroleptoanalgesia (blanda sedazione) su richiesta della paziente o come da indicazione medica. Durante questa procedura viene somministrata una profilassi antibiotica intraoperatoria. Tutti i follicoli presenti, entro determinati diametri (>16mm), vengono aspirati e il liquido follicolare ottenuto viene controllato immediatamente al microscopio per la ricerca degli ovociti.





3. Raccolta e preparazione del liquido seminale

La mattina dell’intervento di prelievo ovocitario il partner maschile effettua la raccolta del liquido seminale. Presso la nostra struttura è previsto un apposito locale provvisto di televisione e DVD, per facilitare tale procedura. Il campione di liquido seminale viene quindi preparato in laboratorio con tecniche atte a favorire la capacità fecondante degli spermatozoi. In caso di assenza di spermatozoi nell’eiaculato (azoospermia) o in caso di aneiaculazione gli spermatozoi potranno essere prelevati dal testicolo e/o dall’epididimo tramite procedure di recupero chirurgico (vedi TESE, TESA/PESA).


4. Fertilizzazione in vitro degli ovociti

Gli ovociti prelevati vengono prima classificati e quindi inseminati. La loro fecondazione in vitro può avvenire mediante tecnica classica FIVET o tecnica di micromanipolazione ICSI. La scelta della tecnica d’inseminazione viene valutata dai biologi il giorno dell’intervento. Potrà essere diversa da quella prestabilita in base alla qualità e al numero dei gameti (ovociti, spermatozoi) e all’eventuale congelamento ovocitario.

Nel 10-20% dei casi può comunque non avvenire la fecondazione e/o la divisione cellulare per cui non é possibile più procedere al trasferimento degli embrioni in utero.

La fecondazione in vitro classica (FIVET) consiste semplicemente nel mettere in contatto gli spermatozoi selezionati con gli ovociti prelevati ancora circondati dalle cellule del rivestimento esterno (cellule del cumulo e della corona radiata). Sono quindi gli spermatozoi a dovere attraversare da soli le barriere ovcitarie.



5. Coltura e trasferimento embrionale

In seguito alla fusione tra lo spermatozoo e l’ovocita si innesca una cascata di eventi che porta alla formazione dell’embrione. I segni dell’avvenuta fecondazione vengono espressi dopo 18-20 ore dall’inseminazione degli ovociti. All’interno della cellula fecondata (zigote) si osserva infatti la presenza di due nuclei che portano rispettivamente l’informazione genetica uno di origine materna e l’altro di origine paterna. Dopo un ulteriore periodo di coltura in vitro (24-48 ore) si valuta il numero degli embrioni che si sono formati e la qualità embrionaria.

La classificazione degli embrioni allo stadio di 2-8 cellule si basa nel nostro centro su 4 criteri:


- numero di cellule presenti nell’embrione (velocità di crescita)
- simmetria delle cellule
- presenza di frammentazioni anucleate nello spazio perivitellino dell’embrione
- identificazione del nucleo (o di eventuali multinucleazioni) presente in ogni cellula




La qualità di un embrione è data quindi da un insieme di parametri che devono essere accuratamente valutati durante le varie fasi di sviluppo. L’accurata valutazione degli embrioni svolge un ruolo diagnostico fondamentale nel trattamento FIVET e deve quindi essere considerata di primaria importanza.


Di fondamentale importanza è altresì la qualità della coltura in vitro degli ovociti/zigoti/embrioni. Essa viene effettuata nel nostro laboratorio in condizioni ottimali di pH e temperatura mediante l’utilizzo di particolari mezzi di coltura e di un numero adeguato di incubatori (n.12 in laboratorio) idonei a fornire le condizioni migliori per lo sviluppo e la crescita embrionale.
Gli embrioni ottenuti vengono trasferiti in utero tramite un sottile catetere e in rarissime eccezioni per via trans-miometriale.





Questa procedura risulta essere indolore e non richiede pertanto anestesia.
Dal giorno successivo al prelievo ovocitario la paziente inizia la somministrazione di progesterone naturale per via vaginale per il sostegno della fase luteale.


ICSI - Iniezione introcitoplasmatica dello spermatozoo


L’ICSI è una tecnica di micromanipolazione introdotta nella pratica clinica per risolvere casi di infertilità dovuti soprattutto a un fattore maschile di grado severo, ma che trova indicazione anche in caso di precedenti fallimenti con tecnica FIVET ed in caso di limitazioni nel numero di uova disponibili per l’inseminazione. Non esistono sostanziali differenze nella preparazione di un ciclo di ICSI rispetto alla tradizionale FIVET, tranne per ciò che riguarda le procedure di laboratorio.

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Questa tecnica consiste infatti nel rimuovere meccanicamente tutte le barriere ovocitarie, costituite dalle cellule del cumulo e della corona radiata, ed ad introdurre un singolo spermatozoo selezionato direttamente all’interno del citoplasma ovocitario.

Per questa procedura è necessario uno strumento di laboratorio che prende il nome di micromanipolatore. Nel nostro centro sono presenti due micromanipolatori di ultimissima generazione provvisti di Laser, polarizzatore ed altissima definizione.

La ICSI offre l’enorme vantaggio di poter osservare e selezionare i gameti (ovociti e spermatozoi) prima del loro utilizzo.


Valutazione dell'ovocita

L’ovocita viene valutato secondo due criteri: maturità nucleare ed aspetto morfologico.





L’ovocita viene considerato maturo (da un punto di vista nucleare), e quindi utilizzabile per una inseminazione in vitro, se ha raggiunto lo stadio di metafase II. In questo stadio nell’ovocita è presente il fuso meiotico (struttura birinfrangente costituita da microtubuli che mantengono allineati i cromosomi ovocitari sul piano metafasico). Uno studio dai noi effettuato (Rienzi et al., 2003) ha dimostrato una correlazione tra la presenza e la posizione fuso meiotico, analizzato con un particolare strumento (Spindle View) e le potenzialità di sviluppo dell’ovocita sottoposto ad ICSI.

Il citoplasma ovocitario, da un punto di vista morfologico, può presentare diversi tipi di polimorfismi: granulosità, presenze di organelli o vescicole, accumulo di cisterne del reticolo citoplasmatico liscio, presenze di aree del citoplasma con assenza di organelli e/o vacuoli. Il nostro gruppo ha recentemente dimostrato una correlazione tra alcune di queste caratteristiche e la capacità di sviluppo degli ovociti (Rienzi et al., 2008). Nel nostro centro vengono quindi selezionati gli ovociti non solo in base alla loro maturità ma anche in base alla loro qualità.

In alcuni casi in presenza di ovociti con particolari caratteristiche morfologiche viene effettuata la Laser-ICSI (Rienzi et al.). Questa tecnica permette di assottigliare mediante un laser una piccola parte dell’involucro esterno dell’ovocita (zona pellucida) per ridurre la pressione esercitata durante l’iniezione. In questo modo si riduce lo  stress meccanico dovuto alla tecnica di iniezione che può danneggiare gli ovociti più fragili compromettendone la sopravvivenza.






Valutazione dello spermatozoo


Gli spermatozoi sono normalmente osservati e selezionati ad un ingrandimento di 400 volte. In alcuni casi, per effettuare una più accurata selezione può essere indicata la tecnica IMSI (acronimo di Intracytoplasmic morphologically selected sperm injection) che consiste nel valutare la qualità dei singoli spermatozoi ad altissimo ingrandimento dove è possibile identificare anomalie morfologiche quali vacuoli e difetti nucleari.




PRELIEVO CHIRURGICO DEGLI SPERMATOZOI

FNA/PESA - Aspirazione Percutanea Testicolare/Epididimaria degli Spermatozoi

Le azoospermie si dividono in ostruttive e non ostruttive (o secretorie) a seconda che l’assenza di spermatozooi nell’eiaculato sia causata rispettivamente da un’ostruzione dei vasi dell’epididimo e/o dei dotti deferenti e/o dei dotti eiaculatori o ad un’alterazione primaria o secondaria della spermatogenesi.

Le azoospermie ostruttive possono essere:

  • post-infettive

  • post-chirurgiche (vasectomia)

  • congenite (assenza bilaterale dei vasi deferenti)
In tutti questi casi la spermatogenesi è conservata ed è quindi possibile recuperare spermatozoi chirurgicamente.

Le azoospermie secretorie possono essere dovute a:
  • criptorchidismo

  • orchiti

  • trauma o torsioni testicolari

  • radio o chemioterapia

  • anomalie cromosomiche (47,xxy syndrome di Klinefelter, sindrome 47,xyy, 46,xy del,yq11)

  • cause genetiche ignote

In base al quadro istologico si distinguono in:

  • ipospermatogenesi

  • sindrome a sole cellule del Sertoli

  • arresti maturativi

  • sclerosi tubulare

Le probabilità di trovare spermatozoi maturi chirurgicamente è strettamente legata al suddetto quadro.

Nella pratica clinica sono state introdotte diverse tecniche chirurgiche per il recupero degli spermatozoi dagli epididimi e/o dal testicolo (MESA, PESA, TESA/FNA).

Tali tecniche possono essere valide per quei pazienti in cui la produzione di spermatozoi da parte dei testicoli è normale, ma la loro emissione con l’eiaculazione è impedita da un ostruzione che può essere localizzata a vari livelli delle vie seminali. (azoospermia ostruttiva).

Esse consistono nell’aspirare, previa anestesia locale, gli spermatozoi per via transcutanea a livello testicolare o dell’epididimo mediante un semplice ago da infusione endovenosa.
Il prelievo degli spermatozoi epididimari può essere effettuato anche mediante procedura microchirurgica (MESA).
Gli spermatozoi così recuperati vengono utilizzati per la fecondazione con tecnica ICSI.

TESE - Prelievo chirurgico degli spermatozoi


L’intervento di TESE consiste nel prelevare piccolissimi frammenti di tessuto testicolare in uno o entrambi i testicoli. Questo intervento si può eseguire in anestesia locale.

Questa tecnica viene indicata in caso di azoospermia ostruttiva quando l’aspirazione percutanea (TESA/PESA) fallisce o non è conveniente o in caso di azoospermia secretoria.

Gli spermatozoi eventualmente recuperati possono essere utilizzati per la crioconservazione e/o la fecondazione con tecnica ICSI.

DIAGNOSI GENETICA PRE-CONCEPIMENTO


La diagnosi genetica pre-concepimento, ha lo scopo di selezionare gli ovociti in cui sia assente l’anomalia genetica di cui il partner femminile è portatore, in modo da produrre solo embrioni sani.
Questo è realizzato eseguendo l’analisi genetica del globulo polare dell’ovocita (cellulina di scarto dell’ovocita che contiene un corredo cromosomico speculare a quello dell’ovocita) prima della fertilizzazione.




PROBABILITA' DI SUCCESSO CON TECNICA FIVET/ICSI


Vengono di seguito riportati i risultati ottenuti nel nostro centro nel primo anno di attività. I dati sono espressi in relazione all’età della donna che risulta essere il fattore più importante nel predire il successo in termini di gravidanza.

Il numero medio di ovociti maturi ottenuti varia tra 7.4 e 3.3 a seconda dell’età della donna, della riserva ovarica e del protocollo di stimolazione in accordo con la legge 40 in vigore durante il periodo esaminato.




Un massimo di 3 ovociti è stato inseminato in accordo con la Legge Italiana sulla PMA (N°40/2004) prima della sentenza della corte costituzionale del 2009. Il numero medio di ovociti fecondati ottenuti risulta essere leggermente superiore a 2 in tutti i gruppi analizzati.




La qualità morfologica embrionale è risultata essere anch’essa dipendente dall’età della donna.





La percentuale di gravidanza viene espressa per trasferimento embrionario. Per gravidanza si intende test positivo del sangue in due determinazioni successive dal 14° giorno dopo ET, per gravidanza clinica si intende la presenza di almeno una camera gestazionale osservata all’ecografia, per gravidanza evolutiva si intende una gravidanza che abbia superato la 20 settimana di gestazione ed infine per gravidanza a termine si intende la nascita di almeno un bambino.






Ciclo ICSI su ciclo spontaneo

In alcuni casi selezionati il ciclo di Fecondazione Assistita è stato effettuato senza stimolazione ormonale (CICLO SPONTANEO).
Con questo protocollo viene ottenuto un massimo di 1 ovocita e quindi di 1 embrione. L'embryo transfer è stato effettuato nel 67,4% dei prelievi ovocitari e nel 56,9% dei cicli iniziati. Anche in questo caso i risultati clinici sono stabilmente legati all'età della donna:




Cicli ICSI con ovociti scongelati

In un anno sono stati effettuati 60 cicli di scongelamento ovocitario (da tecnica di VITRIFICAZIONE), in 57 casi è stato possibile effettuare il trasferimento embrionario. Sono state ottenute 23 gravidanze (40.3% per embryo transfer) di cui 20 evolutive / a termine (35.1%).
Il tasso di impianto è risultato essere del 27.3%. Questi risultati promettenti dovranno essere confermati su scala più ampia.


RISCHI PER LA DONNA E PER IL/I NASCITURI LEGATI ALLA PMA

Possibili rischi per la donna


1. l’uso dei farmaci per la stimolazione ovarica espone ad un rischio di insorgenza della sindrome di iperstimolazione ovarica severa (OHSS) che può richiedere l’ospedalizzazione urgente. Tale sindrome comporta alterazioni dell’equilibrio idroelettrolitico ed emocoagulativo e si associa ad un abnorme aumento del volume delle ovaie, versamento ascitico, pleurico, possibile comparsa di fenomeni tromboembolici e varie altre complicazioni. La letteratura riporta incidenze variabili dallo 0,5% al 5%.

Qualora il rischio di sviluppare tale condizione sia elevato, i medici del centro potranno decidere di:

- sospendere il ciclo 

- crioconservare gli ovociti

- o, nei casi di insorgenza post-fertilizzazione, di non effettuare il trasferimento degli embrioni e di procedere alla crioconservazione degli stessi ed al loro trasferimento differito non appena le condizioni di salute lo permettano, come previsto dalla legge (Art. 14 comma 3), da realizzarsi non appena possibile.

2. rischio di gravidanze extrauterine: la percentuale di gravidanza extrauterina riportata in letteratura è intorno al 2%

3. se il prelievo degli ovociti viene eseguito  in anestesia esso implica i rischi generici della procedura anestesiologica adottata

4. le complicanze derivanti dal prelievo ecoguidato di ovociti sono percentualmente molto basse e comprendono infezioni pelviche (0,6%), complicanze di tipo emorragico sanguinamento addominale (0,07%), perforazione dei vasi iliaci (0.04%) che possono  richiedere un ricovero ospedaliero urgente con eventuale intervento chirurgico laparoscopico;

5. non è esclusa la possibilità di complicanze infettive derivanti dal trasferimento intrauterino di embrioni (anche se mai riportate in letteratura).

6. Esiste inoltre la possibilità (intorno a 1% - 10% a seconda del numero di follicoli ottenuti) che il prelievo esiti in un mancato recupero di ovociti o nel  recupero di soli ovociti immaturi o post maturi non utilizzabili per la inseminazione.

7. Il trasferimento in utero di più di un embrione espone al rischio di gravidanza multipla (gemellare o trigemina), con un aumentato rischio di patologie durante la gravidanza (parto pretermine, rottura prematura di membrane, diabete, ipertensione, preclampsia) e la necessità di ricorrere quasi sempre ad un taglio cesareo. Ai fini della attuale legge sulla procreazione medicalmente assistita è vietata la riduzione embrionaria di gravidanze plurime, salvo nei casi previsti dalla legge 22 maggio 1978, n.194. 5.

8. L’incidenza di aborto spontaneo è sovrapponibile a quella esistente in caso di concepimento naturale.

Possibili rischi per il/i nascituro/i


1. La valutazione del rischio di anomalie, malformazioni, patologie neonatali è molto difficile e presenta diversi problemi che sono: l'età materna superiore rispetto alla media della popolazione e la possibile presenza di fattori genetici collegati all’infertilità. Secondo i dati di letteratura più recenti e più ampi per quanto riguarda i casi analizzati, il rischio di malformazioni è lievemente aumentato nei bambini nati da fecondazione assistita rispetto ai nati  della popolazione normale. Viene riportato un aumento dal 4,6% nei bambini concepiti spontaneamente ad un 5,6% in quelli concepiti a seguito di FIVET o ICSI (Hum Reprod 2001) o, in un più recente studio prospettico, 6,1% nei bambini concepiti spontaneamente e 8,7% in quelli concepiti a seguito di FIVET o ICSI (Fertil Steril 2004). I nati da ICSI per un fattore severo di infertilità maschile hanno un aumentato rischio di alterazioni cromosomiche (de-novo: 1.6% verso 0.5%; trasmesse: 1.4% verso 0.4% della popolazione normale). L’aumento sembra essere più correlato alla alterata  qualità  dei parametri seminali che non alla tecnica ICSI di per sé  (Hum Reprod 2002).
Tutti i dati relativi invece allo sviluppo cognitivo e psicomotorio sono concordi nel non rilevare alcuna differenza fra i concepiti spontaneamente o a seguito di FIVET e ICSI (Hum Reprod 2003).

2. Qualora si instauri una gravidanza gemellare (o trigemina) esiste un aumentato rischio che ciascuno dei gemelli abbia deficit fisici e/o mentali alla nascita.

3. Non vi sono dati allo stato attuale che consentano di escludere completamente implicazioni a lungo termine sulla salute dei bambini nati con la fecondazione in vitro classica (e con la tecnica ICSI).

4. Se un partner è portatore di un infezione virale vi è la possibilità che venga trasmesso al prodotto di concepimento.

CRIOCONSERVAZIONE DI GAMETI ED EMBRIONI

Ovociti


Con l’entrata in vigore della Legge 40/2004 la crioconservazione degli ovociti ha sostituito nella pratica di laboratorio il congelamento degli embrioni. Secondo la recente normativa non è infatti possibile creare un numero di embrioni superiore a quello strettamente necessario all’ottimizzazione del trattamento. Pertanto, ove siano stati ottenuti un numero sufficiente, è possibile conservare mediante congelamento gli ovociti prodotti in soprannumero valutando prima, in laboratorio, qualità e maturità ovocitaria.

Esistono due modalità di crioconservazione ovocitaria che differiscono per la concentrazione di crioprotettori utilizzati e per la durata del tempo di congelamento. Queste due procedure prendono il nome di congelamento lento e congelamento rapido (o vitrificazione). In entrambi i casi la metodica di fecondazione degli ovociti scongelati è la ICSI indipendentemente dalla qualità del liquido seminale. La sopravvivenza degli ovociti dopo scongelamento riportata in letteratura varia tra il 30% e il 90%. Nel nostro Laboratorio sono stati effettuati studi per valutare l’efficacia delle diverse metodiche ed il loro grado di invasività sugli ovociti ed in particolare sul fuso meiotico ovocitario (Larman et al., 2007).

Il congelamento degli ovociti mediante vitrificazione è ritenuta oggi essere la tecnica più efficace, ed è quindi quella adottata nel nostro centro dal 2008 con ottimi risultati in termini di sopravvivenza (96.5%) e sviluppo embrionale (risultato essere simile a quello ottenuto con gli ovociti freschi). I tassi di gravidanza sono anch’essi molto incoraggianti (vedi probabilità di successo).
E’ però da sottolineare che i nostri dati e i dati presenti in letteratura non presentano casistiche cliniche di entità sufficiente per trarre conclusioni relative alla salute dei bambini nati a seguito della crioconservazione ovocitaria. Non vengono ad oggi riportati aumenti di alcuna patologia. La valutazione del rischio di anomalie, malformazioni, patologie neonatali è comunque molto difficile.

E’ ragionevole presumere una incidenza di anomalie cromosomiche e di malformazioni non inferiori a quella riscontrata nei bambini nati dopo ICSI.

Spermatozoi


La crioconservazione degli spermatozoi è una tecnica volta a garantire l’autoconservazione dei gameti maschili per quei pazienti che devono sottoporsi a cure radio-chemioterapiche che possono compromettere irreversibilmente la produzione di spermatozoi vitali. Questa tecnica può essere rivolta anche a pazienti che hanno una severa alterazione dei parametri del liquido seminale (severa oligoastenoteratospermia) per garantire la conservazione degli spermatozoi in caso di peggioramento della capacità riproduttiva nel tempo.

Questa tecnica consente inoltre di crioconservare gli spermatozoi ottenuti chirurgicamente dal testicolo o dall’epididimo al fine di evitare al paziente di sottoporsi ad intervento chirurgico per ogni ciclo di fecondazione assistita affrontato.

Embrioni


La Legge 40/2004 sulla fecondazione assistita non consente il congelamento degli embrioni tranne nei casi in cui non risulti possibile trasferire gli embrioni per grave e documentato stato di salute della donna non prevedibile al momento della fecondazione. Inoltre, in deroga al principio generale di divieto di crioconservazione, potranno essere crioconservati gli eventuali embrioni soprannumerari ove il loro trasferimento risulti contrario o alle esigenze di procreazione o all’interesse alla salute del paziente (Sentenza Corte Costituzionale n.151/2009).
Qualsiasi embrione che non sia trasferito in utero verrà congelato con onere a carico del centro in attesa del futuro impianto.


MODULISTICA


MOD-12-MPO-PMA Consenso trattamento dei dati personali (rev 1) - scarica in formato pdf

MOD-15-MPO-PMA consenso PMA I livello (rev 1) - scarica in formato pdf

MOD-16-MPO-PMA consenso PMA II livello (rev 8) - scarica in formato pdf

MOD-20-MPO-PMA consegna liquido seminale (rev 2) - scarica in formato pdf

MOD-21-MPO-PMA consegna materiale biologico crioconservato (rev 1) - scarica in formato pdf

MOD-22-MPO-PMA consenso crioconservazione del liquido seminale - scarica in formato pdf

MOD-24-MPO-PMA scheda informativa materiale biologico Crioconservato - scarica in formato pdf

MOD-30-MPO-PMA dati paziente - scarica in formato pdf

Costi economici trattamenti di Procreazione Medicalmente Assistita (rev 7) - scarica in formato pdf